sottosopra di G.Ricci giacomo ricci

 

Virtual Classroom

(4) Uomini e macchine: la paura

 

 

Alan Turing

Ada Lovelace

Charles Babbage

Il Golem

Mary Shelley

 

 

 

 

 

 


Alan Turing
Ada Lovelace
Charles Babbage
 

 

"Come commuoverti? Le mie suppliche non ti spingeranno ad essere pietoso verso la tua creatura, che implora bontà e compassione? Credimi, Frankenstein, ero buono, il mio animo ardeva d'amore per l'umanità; ma non sono forse solo, spaventosamente solo? Tu, mio creatore, hai orrore di me; quale speranza posso riporre nei tuoi simili, che non mi devono nulla?"

(Mary Shelley, Frankestein, 1817)

"Immaginate, se potete, una piccola stanza di forma esagonale, simile ad una cella d'alveare. Non è illuminata nè da finestre nè da lampade, eppure è piena d'una soffice luminosità. Non vi sono aperture per la ventilazione, ma l'aria è pura. ... C'è una poltrona al centro, accanto alla scrivania: l'arredamento è tutto lì. E sulla poltrona siede una massa di carne avviluppata ... una donna, alta poco più di un metro e mezzo, con il volto bianco come un fungo. E' a lei che appartiene la stanzetta."

(Edgar Morgan Forster, The Machine stops, 1929)

 

 

Questa nota è inutile per quelli della mia generazione che, dopo aver goduto della bellezza del Frankestein originale con Karloff non hanno goduto di meno nell'assaporare la straordinaria gioia della pardodia fattane da Mel Brooks con l'indimenticabile Igor. Mando tutti i più giovani al sito di Frankestein junior, invitandoli a vedere il film se non l'hanno ancora fatto.

http://www.frankensteinjunior.it/