giacomo ricci

  mostre

Altrove


 

 

Murat, live club, Napoli, 2001

"Come ci afferra il grido degli uccelli
Qualunque grido che sia mai stato creato,
Ma già i bambini, giocando all'aperto,
gridano prossimi alla verità del grido.

Giocano il caso. Negli interstizi di questo,
dello spazio-mondo (in cui l'intatto grido
dell'uccello penetra come uomini nel sogno)
spingono i cunei degli strilli loro.

Ahimè, dove siamo? Sempre più liberi,
come gli aquiloni strappati via, sospesi
a mezz'aria vegliamo con irrisori lembi

dal vento sbrindellati - Dai ordine a chi
grida, oh dio del canto! Ch'ebbri si destino
portando come corrente la testa alta e la lira."

Rainer Maria Rilke, Sonetti ad Orfeo, II, XXVI


Credo che, da piccolo, anche a me sia capitato di attraversare uno specchio inseguendo, come Alice, un bianconiglio balbettante che correva come un pazzo per un verdissimo prato con una sveglia nelle mani.


Sinceramente non ricordo come e quando tutto ciò sia accaduto. Tutto si perde in una nebbia grigia. Ma, tra i vapori, nel passare del tempo, dei frammenti di quella realtà sono emersi lentamente. I miei disegni provengono da quel mondo al di là dello specchio, sono la testimonianza di un fondo dell'anima perduto sotto l'infinità banalità del quotidiano.


Per molto tempo ho creduto che non fossero opera mia e che, nascosto non so da quale parte, qualcuno mi suggerisse, in una sorta di strana scrittura automatica per simboli, le forme e i personaggi di quei disegni.

 

 

 

A poco alla volta, abituandomi a stare in uno strano luogo di mezzo (forse tra la cornice e lo specchio, con il corpo al di là di questo e gli occhi al di qua) ho capito che ero io l'autore e che quel qualcuno che se ne stava altrove era una porzione di me bambino che ancora scalciava per avere diritto alla sua esistenza.

Credo che ognuno di noi abbia un se stesso-bambino nascosto da qualche parte che vuole tornare a vivere ed ascoltare storie. Le storie, raccontate dalle nostre nonne, che ci affascinavano e ci facevano un po' paura. Le storie nelle quali è perfettamente logico che su di un tavolo di legno se ne stia una piccola chiesa di campagna e, più in là, ci appaia sdraiato sulla sabbia un libro dal quale un fiume se ne esce invadendo il paesaggio e finendo in una bottiglia. Mentre in cielo uno stormo di oche cavalcate da frac vuoti con bombette e sciarpe vanno correndo verso l'orizzonte ed il sole, per sfuggire alla notte che s'è rinchiusa in un cassetto insieme ad un manichino rosa che legge versi di Rilke da una piccola pergamena scritta a caratteri dorati.

 

 

Ricci al Murat

"Credo che ognuno di noi abbia un se-stesso bambino, nascosto da qualche parte, che vuole tornare a vivere ed ascoltare storie".


"Altrove" è il titolo della originale personale di Giacomo Ricci in corso al Murat, in via Bellini 8 (adiacenze piazza Dante). La mostra, curata da Anna Gianfrano e Ludovico M. Fusco, propone una trentina di opere che idealmente ruotano intorno ad un manichino in frack, memoria di una giovanile condizione di solitudine ("mia madre era sarta e lui il mio giocattolo") ed acuta provocazione ("è una presenza senza identità in cui ciascuno può identificarsi").


Sono raffinatissime rappresentazioni grafiche i lavori dell'artista napoletano, dove la precisione e la cura con cui è tracciato ogni singolo tratto affascina ed inquieta.


Emerge un rapporto di totale dominio sull'inchiostro: migliaia di asticelle, lontano ricordo di scuola, concorrono a formare geometrie, prospettive ed elementi tipici del linguaggio architettonico. Rigore assoluto nell'uso dei colori a tempera o ad olio ma anche nelle variazioni dal bianco al grigio al nero bruscamente interrotte da un elemento rosso: ora un palloncino, ora una sciarpa.


Qua e là gli occhi, scrutatori ed indagatori, che Ricci "vede", ispirato dai quadri di Dalì, come entità autonome che si staccano dal contesto tramutandosi in guizzanti pesciolini.


Affollatissimo il vernissage al quale sono intervenuti, nella doppia veste di ex-colleghi dell'artista, Benedetto Gravagnuolo, Pasquale Belfiore e Ludovico M. Fusco, mentre, per la prima volta il Murat live club ha curata l'edizione, a tiratura limitata, delle acqueforti di alcune opere di Ricci, mai commercializzate (stampatore: il laboratorio di Nola). Fino al 30 aprile tutti i giorni, a partire dalle 18.30.

 

Tiziana Tricarico ("IL MATTINO", giovedi 26 aprile 2001)